11 anni
di contaminazioni

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sabato 4 aprile ore 19.00 anche noi siamo partner con I-jazz Associazione Culturale e Bergamo jazz ... di piùdi meno

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Stare a casa senza musica e senza libri per noi sarebbe insopportabile!

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👉LA SOLIDARIETÀ VIAGGIA, ANCHE DA CASA!
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Stiamo attraversando e vivendo un periodo estremamente complesso e difficile, un periodo che sottopone il settore turistico a ingenti danni economici, ma che ci spinge anche a riflettere su quelli che sono i valori fondamenti alla base del turismo responsabile: responsabilità civica, solidarietà, comunità, rispetto dell'altro.

La richiesta di AITR al Governo, in coordinamento con le associazioni di categoria del mondo del turismo, della cooperazione, del terzo settore, è quella di un sostegno concreto sul piano economico, del lavoro, del mancato reddito, nonché di solidarietà nei confronti dei partner in Europa e nel mondo. E’ di vitale importanza che il sostegno per superare le difficoltà vada a chi opera eticamente, rispettando le leggi, pagando le tasse, promuovendo forme di turismo sostenibile per il nostro Pianeta che contribuiscono all’equità nei paesi di destinazione e al supporto alle comunità.

Oggi è estremamente necessario fare fronte comune, unire le proprie forze, lavorare insieme e rispondere alle sfide a cui siamo sottoposti con consapevolezza, voglia di ricominciare e anche con quello spirito creativo e innovativo che contraddistingue noi italiani.
Tanti sono i nostri soci che, infatti, hanno scelto di attivarsi con iniziative digitali creative e solidali, volte a stimolare il desiderio di conoscenza, esplorazione e approfondimento, e da svolgere restando in casa. Abbiamo scelto di condividerle con voi, al posto delle proposte di viaggio, che potrete comunque conoscere visitando i siti web dei nostri soci Tour Operator.

Esprimiamo la nostra vicinanza a tutta l'Italia, a chi ha familiari vittime del coronavirus, agli operatori sanitari, a tutti coloro che con coraggio e dedizione si spendono per il nostro bene. Siamo vicini ai sindaci, alla comunità fragile, ai nostri partner all’estero, agli operatori e le comunità che si adoperano per fare turismo nei propri paesi e a beneficio degli stessi.
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Ambriajazz Festival/Articoli by Marta Pelle /O’JANA’ – INLAND IMAGES

O’JANA’ – INLAND IMAGES

AmbriaJazz Ardenno 6.07.2019

O’JANA’ – INLAND IMAGES

Quante note servono per un filtro d’amore?Sabato 6 luglio, ad Ardenno, Alessandra Bossa e Ludovica Manzo, vestite da O-Janà, hanno cercato la risposta a questa domanda insieme al pubblico di AmbriaJazz. E se O-Janà viene da janara, che vuol dire “strega” o “incantatrice” nella tradizione campana, allora è stato proprio un incanto a legarci tutti alle poltrone della Sala Marvelli. Fino alla fine.

È andata così: due donne sottili, vestite di nero, bellissime e quasi sfocate, hanno preso i loro posti sul palco. Si sarebbero dette una pianista e una cantante, non fosse stato per la serie luccicante di manopole tasti antenne che avevano davanti. Alcuni concerti coinvolgono talmente lo spettatore da miscelare ascolto e visione, tatto e odorato, gusto e percezione. In quella sala, allo scoccare del primo brano, scommetto che nessuno dei presenti riuscisse più a distinguere un senso dall’altro.

Si sentivano gocce di pianoforte ad accompagnare una malìa vocale fatta di melodie algide o di inseguimenti morbidi e bui. E poi suoni rarefatti, riverberati, moltiplicati. La voce modulata e rimodulata per non essere voce, in un continuo modificarsi di labirinto mobile minimalista. Improvvise, immagini dall’entroterra dell’animo umano: l’attimo congelato in cui un amore prende coscienza d’essere morto, un giardino ghiacciato, il riflesso dello specchio sulla toletta, fiamme che si spengono nell’oscurità, acqua che filtra, piane gelate di suoni sintetizzati percorse da raffiche di voce calda.

Vedevo gli sguardi incastrarsi sul bracciale corallo di Ludovica o fra i capelli di Alessandra, scivolare su un piede nudo per cercare di posarsi su un viso sfuggente e trovare conforto nelle mani che stringevano il microfono. Nel frattempo il numero di note suonate (quante ne servono per un filtro d’amore?) sembrava piccolissimo e grande allo stesso momento, come un ventaglio in doppia prospettiva.

Quando è finito, nessuno voleva smettere di applaudire. Eravamo tutti ammaliati, che ci fossero troppe o troppo poche note in quel filtro. Che ci fosse in questa strega la strega di Bulgakov, che da un momento all’altro ti aspetti voli via su una scopa, nuda e filiforme, o Giovanna d’Arco che danza col fuoco.

 

 

 

 

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