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di contaminazioni

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2 ore fa

AmbriaJazz Associazione Culturale

Ve lo stavate dimenticando, vero?
E' STASERA!!!!!
Noi ci saremo 😁Diffondiamo volentieri l'annuncio di questo evento che troviamo assolutamente interessante e necessario.

Klezmorim, viaggio nella musica yiddish
Concerto per il Giorno della Memoria 2020
Info: Biblioteca di Tirano
Lunedì 27 gennaio 2020 | ore 21.00
Auditorium Trombini | Viale Cappuccivi, Ang. Via Pedrotti |Tirano (So)
Il Comune di Tirano ricorda la Shoah attraverso la musica yiddish, il genere che più di ogni altro incarna le tradizioni e la storia del popolo ebraico. I canti proposti dai Klezmorim, spiegati e inquadrati storicamente da Rolando Anni, docente dell’Università Cattolica di Brescia, trasmettono messaggi di grande intensità emotiva e spaziano dalla tradizione sacra ai canti popolari yiddish, dalla Shoah ai canti di gioia.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza in cui si è chiamati a meditare su una delle più grandi tragedie della Storia, ma è anche un invito costante a tenere vive le coscienze, all’impegno e alla vigilanza. Per offrire ulteriori strumenti di conoscenza e riflessione, la Biblioteca Civica Arcari allestirà una mostra bibliografica sulla Shoah, per adulti e ragazzi, per approfondire l’immane tragedia che toccò gli Ebrei e con loro anche altre minoranze etniche, sociali e culturali.
I Klezmorim, che prendono il nome dai musicanti ebrei dell’Europa centro-orientale, sono attivi dal 2000 e hanno alle spalle più di 100 concerti. Hanno più volte partecipato alla Giornata Europea della Cultura Ebraica, all’iniziativa “Un treno per Auschwitz” e al festival LeXGiornate ed eseguito concerti a Cracovia in Polonia: nel centro Hala Wisla condividendo il palco con Moni Ovadia, presso il teatro Kjov, nella sinagoga Templ e nella Filarmonica di Cracovia. Nel 2011 hanno realizzato il primo CD “Klezmorim” e nel 2018 hanno dato alle stampe il saggio di Rolando Anni “Vita e musica nello shtetl”.
Il programma è organizzato nell'ambito della rassegna "Memoria per il futuro". Ingresso gratuito. Info: Biblioteca Arcari Tirano | Tel. 0342 702572 | biblioteca@comune.tirano.so.it
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Domenica prossima 2 febbraio saremo all'Ice Music Festival, il concerto con Luca Lagash e Silvio Morais alle ore 16:00. (foto di Pino Ninfa in Ice Music Dome 2019)

Trovate info e biglietti a questo link: shop.pontedilegnotonale.com/dettaglio/cose-da-fare/pontedilegno-tonale/concerti-della-domenica/20...
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Ci avviciniamo alla data del concerto di Roy Paci e Carmine Ioanna 🤩
Avete preso i biglietti?

Tutte le info qui:
www.facebook.com/events/546195689306915/
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Ambriajazz Festival/Articoli by Marta Pelle /O’JANA’ – INLAND IMAGES

O’JANA’ – INLAND IMAGES

AmbriaJazz Ardenno 6.07.2019

O’JANA’ – INLAND IMAGES

Quante note servono per un filtro d’amore?Sabato 6 luglio, ad Ardenno, Alessandra Bossa e Ludovica Manzo, vestite da O-Janà, hanno cercato la risposta a questa domanda insieme al pubblico di AmbriaJazz. E se O-Janà viene da janara, che vuol dire “strega” o “incantatrice” nella tradizione campana, allora è stato proprio un incanto a legarci tutti alle poltrone della Sala Marvelli. Fino alla fine.

È andata così: due donne sottili, vestite di nero, bellissime e quasi sfocate, hanno preso i loro posti sul palco. Si sarebbero dette una pianista e una cantante, non fosse stato per la serie luccicante di manopole tasti antenne che avevano davanti. Alcuni concerti coinvolgono talmente lo spettatore da miscelare ascolto e visione, tatto e odorato, gusto e percezione. In quella sala, allo scoccare del primo brano, scommetto che nessuno dei presenti riuscisse più a distinguere un senso dall’altro.

Si sentivano gocce di pianoforte ad accompagnare una malìa vocale fatta di melodie algide o di inseguimenti morbidi e bui. E poi suoni rarefatti, riverberati, moltiplicati. La voce modulata e rimodulata per non essere voce, in un continuo modificarsi di labirinto mobile minimalista. Improvvise, immagini dall’entroterra dell’animo umano: l’attimo congelato in cui un amore prende coscienza d’essere morto, un giardino ghiacciato, il riflesso dello specchio sulla toletta, fiamme che si spengono nell’oscurità, acqua che filtra, piane gelate di suoni sintetizzati percorse da raffiche di voce calda.

Vedevo gli sguardi incastrarsi sul bracciale corallo di Ludovica o fra i capelli di Alessandra, scivolare su un piede nudo per cercare di posarsi su un viso sfuggente e trovare conforto nelle mani che stringevano il microfono. Nel frattempo il numero di note suonate (quante ne servono per un filtro d’amore?) sembrava piccolissimo e grande allo stesso momento, come un ventaglio in doppia prospettiva.

Quando è finito, nessuno voleva smettere di applaudire. Eravamo tutti ammaliati, che ci fossero troppe o troppo poche note in quel filtro. Che ci fosse in questa strega la strega di Bulgakov, che da un momento all’altro ti aspetti voli via su una scopa, nuda e filiforme, o Giovanna d’Arco che danza col fuoco.

 

 

 

 

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