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Corte Quadrio Maria De Pontaschelli

Chiuro

Ricco di storia e tradizioni eno-gastronomiche, a pochi chilometri da Sondrio si trova il paese di Chiuro, immerso nella natura, dominato dai frutteti e dai vigneti che con i loro suggestivi terrazzamenti rendono unico il paesaggio della media Valtellina.
Chiuro vanta un ricco passato, le cui numerose tracce impreziosiscono ancor oggi il centro storico: dal santuario della Madonna della Neve e di S.Carlo al palazzo fortificato di Stefano Milite Quadrio, dalla chiesa parrochiale dei Santi Giacomo e Andrea alla casa di Maurizio Quadrio, il grande patriota del Risorgimento.
Il nome del paese appare per la prima volta in documenti del X secolo, ma le sue origini si perdono in epoca preistorica, come testimoniano i reperti trovati nella frazione di Castionetto. Data la sua posizione di passaggio per l’attraversamento della Valle, Chiuro giocò spesso un ruolo da protagonista nel panorama storico valtellinese, in particolare nel XV secolo, periodo molto fiorente grazie all’operato di Stefano Quadrio, il feudatario e condottiero che ottenne dal duca di Milano l’ampliamento dei propri feudi ed esenzioni tributarie per aver contribuito a respingere il tentativo veneziano di occupare la Valtellina.
Fino a pochi decenni fa, il paese fondava la sua economia principalmente sulla coltivazione di mele e dell’uva da vino.

Palazzo Quadrio De Maria Pontaschelli
In via Borgofrancone si trova uno dei palazzi più preziosi di Chiuro: Palazzo Quadrio de’ Maria Pontaschelli, oggi di proprietà Balgera, costruito in epoca imprecisata a partire dal XVI secolo e notevolemente ampliato e abbellito nel ‘700. Un portale settecentesco introduce all’ampio cortile interno, dove una passerella sostenuta da colonne unisce il corpo principale della costruzione a un giardino, delimitato sul fondo da un portale a sesto acuto con l’arme dei Quadrio e, a destra, da un porticato a cinque arcate.
Di qui uno scalone porta al primo piano dove sono alcune sale interamente affrescate da un ottimo pittore, il Romegialli o il Brina: la sala principale porta sul soffitto un grande medaglione raffigurante Il ratto d’Europa, oltre a finissime decorazioni a stucco, e ospita un monumentale camino in marmo policromo; nella seconda e nella terza sono decorate con motivi biblici tratti dall’Antico Testamento: Storie di Giuseppe e di Mosè (opere un tempo attribuite a Cesare Ligari e, più recentemente, a G. Prina o Antonio Torricelli).

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