10 anni
di contaminazioni

Seguici sui social!

Unable to display Facebook posts.
Show error

Error: Error validating access token: Session has expired on Sunday, 19-Aug-18 13:23:54 PDT. The current time is Friday, 14-Dec-18 09:44:38 PST.
Type: OAuthException
Code: 190
Subcode: 463
Please refer to our Error Message Reference.
Giardini di Palazzo Venosta

Grosio

Il territorio dell’attuale Comune di Grosio ci mostra tracce della presenza dell’uomo fin dai tempi della preistoria. Ne sono una testimonianza le incisioni rupestri ed i reperti archeologici rinvenuti nei pressi del dosso Giroldo e del Castello, che gli studiosi fanno risalire al IV – I Millennio A.C:
Sulla Rupe Magna, una imponente roccia visibile accanto ai due castelli, gli allora abitanti della zona hanno inciso i loro riti propiziatori (sono state individuate più di 5000 raffigurazioni) che sono ancor oggi visibili.
Nel XI secolo circa fu costruito il castello “vecchio”, probabilmente sorto su di un edificio di culto anteriore, affiancato dalla chiesetta con campanile romanico dedicata ai santi Faustino e Giovita. Fra il 1350 e il 1375 circa viene edificato il “Castrum Novum”, allo scopo di presidiare la zona tramite una nuova fortificazione a doppia cortina di mura, e la torre fortificata alla quale veniva affidata l’estrema difesa del castello.
La famiglia dei Venosta ha vissuto in questi luoghi fino al XVI secolo, amministrando la pieve sotto il governo del Vescovo di Como.

Villa Visconti Venosta

A destra della chiesa parrocchiale, al di là della vecchia statale 38, si trova il palazzo che fu dell’illustre famiglia Visconti Venosta con un vasto giardino cui si accede da un cancello in ferro battuto di stile settecentesco. L’edificio ha un corpo centrale con un portico sormontato da un loggiato e due ali. Quella di sinistra costituisce la parte più antica del palazzo (XVII); in essa vi sono alcune stanze con decorazioni pittoresche ispirate all’arte orientale (XVIII). Sia nel corpo centrale che nell’ala di destra, di costruzione ottocentesca, si trovano ambienti anch’essi degni di nota e in particolar modo un salone di ispirazione rinascimentale ove sono custoditi mobili, quadri, oggetti di pregio.
Dalla donazione del palazzo, fatta nel 1982 dalla marchesa Margherita Pallavicino Mossi (ved. Visconti Venosta) al comune di Grosio, l’edificio è diventato museo, sede della biblioteca comunale e della dirigenza del parco delle incisioni rupestri.

Eventi correlati

22/07 | ZAMBRINI - DULBECCO
22/07 | TRIO ZAS!